SABATO 19 OTTOBRE 2019
   
Fu formata di pezzi trovati sotterra
La colonna di Banzi e la crux viaria in Basilicata
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Sfogliando le vedute delle cittadine lucane raccolte nel Regno di Napoli in prospettiva (1703), non risulta arduo isolare al primo sguardo i principali elementi che connotavano il paesaggio urbano della Basilicata tardobarocca. Alti fornici che si aprivano nelle possenti mura di cinta, tracciati stradali che avevano conservato il proprio assetto medievale, una manciata di modeste abitazioni ad uso del popolo e le ben più ingombranti fabbriche dove si acquartieravano il potere religioso e quello feudale. Addentrandosi attraverso i percorsi battuti dagli sterrati, e facendosi largo tra gli edifici e gli orti disseminati entro i perimetri cittadini, non si fatica tuttavia a imbattersi anche in un’altra tipologia di manufatto, assai di frequente eretto a presidio delle strade urbane e periurbane della regione. Si tratta della crux viaria, un elemento architettonico che segnava in modo plastico le prerogative della Chiesa sui territori e che, nella Lucania dell’epoca, scandiva con regolarità i riti della quotidianità sacra e profana.
Stringendo progressivamente l’inquadratura dall’intero panorama regionale all’esemplare di Banzi, innalzato nel 1739 con una colonna romana di spoglio, questo lavoro raccoglie i frutti di un primo affondo organico sull’argomento. Dissodando un terreno su cui, prima di ora, gli studi sull’arte lucana non si erano mai avventurati con ricognizioni mirate, il volume prova a ricostruire i termini della lunga fortuna riscossa in regione da questo genere di insegne monumentali, rendendo note croci ancora misconosciute, tracciando una nuova chiave di lettura rispetto alla dibattuta questione della funzione e venendo a capo delle ragioni diversificate di una committenza assai variegata.

Dettagli
Formato: cm 24x31
Pagine: 48
Illustrazioni: 13 a colori, 24 in bianco e nero
ISBN: 978-88-8431-611-0
Anno di pubblicazione: 2015

Argomenti:  Paesi e territorio    

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