MERCOLEDÌ 28 OTTOBRE 2020
   
Invita Minerva. Francesco Maria Piave librettista con Verdi
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Bersagliato da critiche asperrime o esaltato come genio incompreso, il librettista Francesco Maria Piave (1810-1876) è indissolubilmente legato a Giuseppe Verdi, per il quale scrisse i versi di ben dieci opere, tra cui Ernani, Macbeth (con Andrea Maffei), Stiffelio, Rigoletto, La traviata e La forza del destino. Questa piccola monografia, che non è una biografia, né un’agiografia e neppure un libello, è un’analisi sul più assiduo collaboratore verdiano tesa a fare un po’ d’ordine nel mare magnum di giudizi e pregiudizi vecchi e nuovi, uno screziato mosaico di voci tra Alberto Savinio, Umberto Saba e recensori e studiosi di ieri e di oggi all’ombra titanica di Verdi.



Indice

7 Post fata resurgo


9 (S)fortuna di un librettaro

23 «Salvo i versi». Giudizi e pregiudizi

55 Il Piave mormorò

71 Raffaello il trovatello

97 Intermezzo

105 Rataplan, pim, pum, pam.
«Piave è un eccellente pasticcione»

115 Povero Piave!


121 I libretti di Verdi e Piave
122 Indice dei nomi


Dettagli
Formato: cm 15x21
Pagine: 128
Illustrazioni: 9 in bianco e nero
ISBN: 978-88-8431-631-8
Anno di pubblicazione: 2016

Argomenti:  Musicologia    

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